| Viburno |
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Origine: Europa, Asia occidentale Il genere Viburnum comprende alberi e arbusti a foglie persistenti o caduche, queste ultime presentano in autunno colorazioni vivaci. Sono specie coltivate sia per il fogliame che per i fiori, belli e molto abbondanti, solitamente bianchi e profumati, riuniti in grappoli o in grossi corimbi talvolta appiattiti. Nel nostro paese crescono spontanei nei boschi di querce il Viburnum opulus (palla di neve) e il Viburnum tinus. Tra le specie coltivate più conosciute ricordiamo: V. lontana, V. davidii, V. rhitidophyllum, V. macrocephalum, V. betulifolium, V. tomentosum. V. lantana è un arbusto a portamento eretto che può talora diventare un alberello alto fino a 4,5 metri. Ha foglie larghe, dentate e ovali, pelose sulla pagina inferiore. Il frutto è una piccola bacca oblunga dapprima rossa, poi nera a maturazione. Nel periodo della fioritura, dalla fine della primavera all’inizio dell’autunno, l’arbusto si copre di fiori bianchi con sfumature color crema. Esposizione: sia mezz’ombra che pieno sole. Temperatura: sopporta il freddo, ma cresce meglio nei climi temperati. Annaffiatura: frequenti, ma non abbondanti, aumentare la quantità d’acqua durante la stagione calda. Il terreno troppo secco è favorevole alla proliferazione degli acari che possono essere combattuti con la presenza di uccelli insettivori; è possibile anche usare un insetticida in polvere. Terreno: tollera i terreni calcarei, ma preferisce buona terra da giardino ben drenata e ricca di sostanze organiche. Riproduzione: per talea di ramo alla fine dell’inverno oppure per talea verde in agosto-settembre in lettorino. Mettere a dimora durante la stagione fredda e fertilizzare. Le cultivar si ottengono per innesto. Facile la margotta. |







