| Oleandro |
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Origine: bacino del Mediterraneo L’oleandro è un arbusto comune nelle regioni a clima caldo. E’ originario del bacino del Mediterraneo dove nasce spontaneamente vicino ai rigagnoli, lungo le sponde dei fossi nelle zone dove ci sono acque sotterranee. E’ una specie a foglia persistente e dalla linea slanciata, che può arrivare a 5 metri, I rami, allungati e piuttosto sottili, portano foglie opposte o verticillate, lanceolate, lunghe ed erette, di colore verde cenerino. In un clima dolce, l’oleandro dà fiori quasi tutto l’anno. Lo si utilizza spesso per decorare l’entrata delle case ed i giardini. In climi più freddi, è meglio piantarlo in grossi vasi per poterlo ritirare in inverno. Sia il fogliame sia i fiori sono velenosi bisogna perciò tenerli fuori dalla portata dei bambini. Terriccio: l’oleandro sopporta bene qualsiasi terriccio, tuttavia preferisce una buona terra da giardino che resti fresca; è robusto, e si adatta facilmente ai terreni ingrati, pietrosi, asciutti, anche calcarei. Quando è coltivato in vaso, come gli aranci, lo si fa svernare in luogo riparato, dal 15 ottobre al 10maggio circa. Ogni 4 anni bisogna accorciare il cespo a due terzi dell’altezza per forzare la pianta a sviluppare rami giovani e vigorosi, dunque molto fioriferi. Esposizione: in luogo caldo e molto soleggiato. Temperatura: clima dolce, temperatura minima da 3 a 4 °C. Annaffiatura: abbondanti, soprattutto per le piante in vaso e durante la stagione calda. Riproduzione: si può moltiplicare per talea in qualsiasi epoca dell’anno, ma è raccomandabile farlo durante la stagione fredda. Si tagliano talee di circa 1 2 cm e si fanno radicare nell’acqua, in una bottiglia messa dapprima in luogo ombreggiato. In capo a 3 settimane, le radici appaiono e si può allora invasare in terriccio umido. I nemici dell’oleandro sono il freddo intenso, i pidocchi che attaccano i fiori e le cocciniglie che invadono generalmente i tronchi, i rami e le foglie. Bisogna allora trattare con insetticidi adatti. |







